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Addio agli annunci nella Barra Destra di Google AdWords

Google AdWords: rinfreschiamoci la memoria

Google Adwords è uno degli strumenti di Google che permette di fare business sui motori di ricerca. Grazie ad esso, infatti, chi gestisce un sito può decidere di inserire un annuncio che dovrà, poi, comparire nella sidebar delle SERP (Search Engine Result Page), ovvero nei risultati che restituisce Google in base al tipo di keywords indicata.

A tal proposito, dunque, diventa fondamentale scegliere le keywords per gli annunci e Google Adwords offre, tramite lo strumento di pianificazione delle parole chiave, l’opportunità di visualizzare il traffico di ricerca intorno ad una keywords, prendendo in considerazione anche le keywords correlate. L’utente può personalizzare ed impostare a proprio piacimento i filtri relativi alle parole chiave. Una volta indicata la keywords che, secondo i suggerimenti di Google, dovrebbe corrispondere ad un prodotto o un servizio, è possibile specificare la pagina di destinazione e la categoria di prodotto. In quest’ultimo caso, è presente un menù a tendina che consente di scegliere tra un numero molto ampio di settori e, dunque, di alternative.

Il targeting serve, invece, per rendere ancora più specifica una ricerca che riguarda una keywords. A tal proposito, gli utenti possono scegliere una particolare località geografica, una lingua ed una parola chiave a corrispondenza inversa. Per controllare la media delle ricerche mensili l’utente può scegliere un intervallo di date specifico oppure può lasciare l’impostazione di base, quella che mostra la media delle ricerche dell’ultimo anno, ovvero degli ultimi dodici mesi. La ricerca può essere ulteriormente migliorata, inserendo determinati filtri per le parole chiave. Ad esempio, per quanto concerne la media delle ricerche mensili, è possibile impostare valori come maggiore o uguale a, nonché minore o uguale a e, infine, valori compresi tra due intervalli. Con gli stessi criteri è possibile impostare un’offerta consigliata e una quota relativa alle impressioni sull’annuncio. Esistono, infine, anche altre opzioni che riguardano i filtri da applicare alle keywords.

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Addio alla barra destra

Dopo questa breve panoramica su Google Adwords e sul modo in cui è possibile utilizzarlo, andiamo ora a vedere quali novità hanno interessato questo strumento nell’ultimo periodo. Da circa due mesi, infatti, gli annunci a pagamento che prima comparivano sulla sidebar di destra in SERP sono spariti.

Il primo aspetto da considerare in merito è rappresentato dal fatto che con questa decisione presa da Google il numero totale degli spazi destinati agli annunci pubblicitari si è ridotto da undici a sette.

In alto, ne potranno comparire al massimo quattro, in basso solamente tre. Non cambia nulla, invece, per quanto concerne i Product Listing Ads, ovvero gli annunci inseriti tramite l’impiego dell’applicazione Google Shopping. Non ci sono particolari novità nemmeno in merito alla forma e alla dimensione degli annunci. Gli utenti hanno a disposizione solo il formato orizzontale. Cambia poco o nulla anche per le estensioni che godranno, d’ora in avanti, di maggiore visibilità perché saranno visibili per tutti gli annunci che si trovano sulla pagina.

Dopo aver notato l’improvviso ed inaspettato cambiamento, molti utenti e clienti di Google hanno cominciato ad avere paura. Del resto, bisogna riconoscere che ci sono clienti che investono cospicue risorse per gli annunci tramite Adwords ed è, dunque, normale che qualunque situazione di incertezza o di pericolo metta subito in allarme gli utenti. C’è anche chi ha pensato che la diretta conseguenza della riduzione degli spazi disponibili fosse l’aumento del costo degli annunci. Wordstream, una società che si occupa di software di marketing dei motori di ricerca, ha analizzato quanto accaduto nei giorni immediatamente successivi all’eliminazione della barra di destra. E’ stato notato che la terza posizione in alto ha avuto un incremento in numeri di click, a discapito delle posizioni numero cinque, sei e sette che si trovano in fondo alla pagina.

Questo significa che l’importanza del terzo posto è cresciuta in maniera esponenziale. Dunque, allo stato attuale delle cose, l’unico modo per posizionarsi in alto nella sidebar di destra è utilizzare Google Shopping ma c’è da dire che non tutti possono permettersi di utilizzare lo strumento di Google che è una sorta di motore di ricerca inventato dal colosso americano che si occupa solo ed esclusivamente di acquisti online e che dimezza il tempo necessario ad un venditore per entrare in contatto con un utente interessato al suo prodotto o servizio.

Search Engine Land, sito in cui si trovano informazioni importanti relative alla SEO e, in generale, al mondo del web marketing, ha scoperto che, con l’eliminazione della sidebar di destra, è stata evidenziata una crescita da parte del CTR, ovvero del click through rate. L’acronimo CTR risulterà, forse, familiare a quanti abbiano già avuto un’esperienza con campagne di advertising online. Per chi non lo sapesse, si tratta di un dato molto importante che indica la percentuale di utenti che hanno deciso di fare click su uno specifico annuncio pubblicitario rispetto al numero totale delle impressioni. La percentuale di click, dunque, si ottiene moltiplicando per 100 il numero che viene fuori dal rapporto tra il numero di click ed il numero delle impressioni.

Search Engine Land non ha, invece, notato particolari cambiamenti per quanto concerne il pay per click e il traffico in arrivo dagli annunci. La previsione che è stata fatta, invece, riguarda il possibile calo delle impressioni ottenibili. Dunque, non sembrano esserci particolari motivi di allarmismo dinnanzi a questa situazione. Google ha cercato di non far preoccupare i propri inserzionisti, dicendo loro che non ci sarebbero stati grandi cambiamenti. Al di là di questo, però, meglio avere una panoramica completa della situazione e non sottovalutare alcun aspetto.

Ogni azienda che opera online ha caratteristiche diverse rispetto ad un’altra e, quindi, non è facile intercettare all’istante eventuali segnali deboli lanciati da un cambiamento imposto dall’alto. Non bisogna, dunque, farsi prendere dall’ansia ma valutare con serenità ogni aspetto e decidere il da farsi avendo a disposizione un numero ampio di dati e di informazioni. L’aspetto che conta di più in queste situazioni è dato dal monitoraggio. Detto in parole semplici, è fondamentale stare sempre sul pezzo. E’ l’unico modo a disposizione per notare con una certa velocità eventuali cambiamenti ed intervenire prontamente nel caso in cui fosse necessario optare per un cambio di strategia. E’ chiaro che se un inserzionista dovesse notare, in seguito a questa decisione assunta da Google, un cambiamento in negativo in merito ai risultati di una campagna, è bene riflettere sulla situazione ed apportare delle modifiche.

Quando si realizza una campagna su Google Adwords è fondamentale monitorare il punteggio che viene affidato alle parole chiave sotto l’aspetto della qualità. Si parla, in questo caso, di Quality Score. L’inserzionista deve sorvegliare tale punteggio il quale è direttamente collegato al CTR. Google ha creato il Quality Score per consentire agli annunci migliore di ottenere una migliore visibilità sfruttando anche un prezzo più basso. L’inserzionista, dunque, al fine di ottimizzare il punteggio di qualità, deve cercare di migliorare i propri annunci, in modo da favorire anche l’aumento del CTR.

quality score

Un’opportunità non sempre sfruttata a pieno dagli inserzionisti è rappresentata dalle estensioni. L’importanza delle estensioni è cresciuta maggiormente dopo l’eliminazione della sidebar laterale perché ora possono essere utilizzate per tutti gli annunci presenti sulla pagina di Google. Diventa, quindi, di vitale importanza ottimizzare le estensioni callout, le quali consentono di inserire ulteriore testo di tipo descrittivo nell’annuncio testuale standard. Altra estensione molto interessante è quella di località che consente di aggiungere informazioni a carattere geografico negli annunci testuali. Citiamo, infine, le estensioni di sitelink le quali servono ad indicare un link da aggiungere nell’annuncio di testo standard. Per ogni tipo di estensione ci sono dei requisiti da rispettare, requisiti che vengono suggeriti direttamente da Google.

In linea generale, possiamo dire che le posizioni migliori, dopo il cambiamento imposto da Google in merito alla sidebar di destra, sono la terza e la quarta perché non hanno un costo per click molto alto ma, allo stesso tempo, garantiscono una buona visibilità. Gli inserzionisti, dunque, dovrebbero impostare le loro campagne cercando di raggiungere tali posizioni. Al fine di ottenere questo obiettivo rimane fondamentale utilizzare nel migliore dei modo i vari strumenti che Google mette a disposizione degli inserzionisti così come controllare costantemente l’andamento di una campagna pubblicitaria. E’ il modo migliore per fronteggiare eventuali emergenze ed ottenere i risultati sperati.

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